Benvenuto/a sul mio sito, sono la Dottoressa Denise Pagano Psicologa a Firenze, da anni studio e lavoro sul disagio mentale ed esistenziale con lo scopo principale di aiutare le persone a superare la sofferenza interna, oggi sempre più diffusa.

Questo è il mio sito dove potrai trovare informazioni su di me, i contatti o semplicemente approfondire temi di psicologia attraverso gli articoli che regolarmente scrivo.




Mar
10
2010
"La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera." Gibran
Psicologa a Firenze Dottoressa Denise Pagano - Disagio esistenziale

Il dolore rappresenta uno stato d'animo spesso collegato all'ingiustizia o all'incomprensione e la capacità di accoglierlo e accettarlo richiede stabilità interna, contatto con se stessi, radicamento emozionale, necessari a trasformare la propria esperienza interna, il proprio punto di vista su una situazione.

Viviamo in un'epoca che tenta di non entrare in contatto con il dolore, che cerca in tutti i modi di diffondere una visione edulcorata e iperprotettiva della realtà e che tende a circoscrivere il significato del dolore solo a dimensioni patologizzate e clinicizzate.
Il dolore viene visto come esperienza non autentica e non naturale, socialmente colpevolizzante, da evitare o da dimenticare il prima possibile, alimentandone così il rifiuto e l'inaccettazione. L'attitudine a rifuggire il dolore rappresenta una delle modalità che più facilmente inducono a sollevare rigide barriere, causa poi di maggior sofferenza.
Purtroppo non ci rendiamo conto che il dolore inaccettato è all'origine delle comuni inquietudini e insofferenze, mentre il reale cambiamento interno è possibile laddove il dolore viene accettato: “solo soffrendo il dolore è possibile provare il piacere.” (Bion)

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Mar
01
2010
Se vuoi sopravvivere non restare solo!
Psicologa a Firenze Dottoressa Denise Pagano - Disagio esistenziale

Intervista a Giovanni Cacioppo, neuroscienziato dell'Università di Chicago e coautore del nuovo libro," La solitudine: Natura umana e la necessità di collegamento sociale “, discute le più recenti ricerche su come le relazioni umane influiscono sulla salute fisica.


D: Perché ha scelto di studiare la solitudine?
R: Vogliamo capire quale importanza hanno i nostri legami sociali con la biologia della gente. All'inizio della storia umana, la sopravvivenza della nostra specie richiedeva la protezione delle famiglie e delle tribù, l'isolamento significava la morte. La sensazione dolorosa conosciuta come la solitudine è un messaggio per riconnettersi agli altri.

D: Lei dice che l'isolamento sociale ha un impatto sulla salute paragonabile alla pressione alta, all'obesità, alla mancanza di esercizio fisico o al fumo. Ci può spiegare?

R: La solitudine si può calcolare attraverso misurazioni degli ormoni dello stress, la funzione immunitaria e la funzione cardiovascolare. Gli adulti soli consumano più alcol e fanno meno esercizio fisico rispetto a coloro che non sono soli. La loro dieta è a più elevato contenuto di grassi, il loro sonno è meno efficiente e fanno più fatica durante il giorno. La solitudine distrugge anche la regolamentazione dei processi cellulari in profondità all'interno del corpo, ci predispone all' invecchiamento precoce.

D: Lei ricorda che la solitudine ci rende anche meno socialmente abili. Come?
R: Gli adulti soli hanno le stesse competenze sociali degli adulti non soli, ma non le utilizzano in modo appropriato. Noi pensiamo che le persone solitarie si sentano minacciati e per quella sensazione di minaccia, non sono certi di potersi fidare degli altri. Quando si vede qualcosa di positivo accadere ad altri e non si è sicuri che saremo inclusi, allora si diventa distanti, esigenti, o critici.

D: la soluzione per circondarsi di persone?
R: La solitudine non è necessariamente un risultato dell' essere soli. Pensiamo ad un coniuge in lutto o  a chi si allontana per la prima volta da casa per andare all'università. Possiamo avere intorno un sacco di persone, ma sentirci completamente isolati. Negli esseri umani, l'isolamento percepito è tanto più importante che l'isolamento fisico.

 

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Feb
18
2010
Stare con gli altri fa bene alla salute
Psicologa a Firenze Dottoressa Denise Pagano - Benessere


Negli ultimi tre decenni, John T. Cacioppo, neuroscienziato e psicologo presso l'Università di Chicago, ha studiato l'isolamento umano e la relazione.
Nel suo recente libro “La solitudine: Natura umana e la necessità di connessione sociale”, coautore con William Patrick, si arriva ad  una conclusione per alcuni “sorprendente”: gli esseri umani sono intrinsecamente altruisti, o almeno hanno bisogno di esserlo per la loro salute e la perpetuazione dei loro geni.
Questo concetto rovescia decenni di pensiero popolare. Dal biologo evoluzionista Richard Dawkins che pubblicò The Selfish Gene, nel 1976, sia gli scienziati che i laici hanno abbracciato l'idea che, poiché i nostri geni sono guidati esclusivamente da interessi personali, anche le persone devono esserlo.

Il pensiero antico è sbagliato, dice Cacioppo: "Abbiamo potuto sopravvivere e prosperare, i nostri geni sono sopravvissuti  e hanno prosperato, solo perché siamo socialmente collegati gli uni agli altri." La sua teoria è provata, egli sostiene, con l'esistenza della solitudine.
Secondo Cacioppo, il dolore della solitudine è un “allarme” biologico, come il dolore fisico o il dolore della fame e della sete. La fame significa che è necessario mangiare per sopravvivere. I sensori del dolore proteggono l'individuo da un danno fisico. La solitudine è "un segnale di avvertimento che si è evoluto per segnalare la necessità di un cambiamento al fine di ripristinare qualcosa di necessario per la sopravvivenza genetica.
La solitudine è uno stato di isolamento sociale percepito, secondo Cacioppo.

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